Descrizione
Il catalogo esplora il ruolo fondamentale che disegno e scrittura hanno avuto per Mario Persico come strumenti quotidiani per accedere al proprio immaginario creativo. Per l’artista, il segno diventa traduzione diretta dell’emozione, espressione viva di un pensiero che cerca voce nella cultura del suo tempo. La scrittura accompagna Persico nel dibattito contemporaneo sin dagli anni delle riviste Documento Sud e Linea Sud, fino ai più recenti Patapart, saggi e interventi critici. Parallelamente, il disegno si afferma come linea primaria di continuità, chiave dell’immaginazione e luogo in cui l’enigma della visibilità prende forma. Persico rivela così una ricerca aperta, attratta da temi senza soluzione e proiettata verso l’inesistente, che egli stesso definisce il proprio miglior rapporto. Il libro raccoglie numerosi disegni degli anni Cinquanta, legati al periodo della pittura nucleare, insieme a materiali d’archivio che testimoniano la ricchezza del suo percorso, incluse le rivisitazioni di Courbet. Un’occasione per entrare nel cuore della sua poetica e comprenderne l’eredità artistica.






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